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Io […] penso […] che il mio sia un bellissimo mestiere [il montatore] nel quale si possono avere dei grandi successi a condizione di tener sempre presenti questi sette punti fondamentali:

  • non vantarti mai del tuo lavoro e non dir mai che il film è stato salvato dal montaggio, per merito tuo. Daresti prova non solo di cattiva educazione ma anche di ignoranza del tuo mestiere, perché i film che si salvano sono soltanto quelli che ne hanno la possibilità e cioè è merito anzitutto del realizzatore. I film veramente brutti non si salvano mai.
  • Non preoccuparti mai di quello che dice o pensa di te il regista, che ti stimi o no. Cerca di fare nel modo migliore il tuo lavoro e se il regista ti tratta male o ti loda esageratamente, pensa che in ogni caso egli non è mai responsabile di quello che dice o fa, perché, come tutti i registi, é un pazzo.
  • Convinciti fin dal principio che non può esistere un montaggio-tipo a passo universale valido per tutti i film e per tutti i registi. Non dir mai al regista capra: quando ero con Lubitsch facevo sempre così. Al nuovo sposo la vedova non deve mai ricordare i pregi del primo marito.
  • Non prendere nessun film sottogamba: pensa che il 99,5% dei film che si realizzano sono film che – prima di essere finiti – vengono chiamati film d’arte, senza concessioni per il grosso pubblico.
  • Non dir male dei tuoi colleghi montatore, specialmente quelli che parlano male di te. […] In un ambiente di maldicenti, la tua bontà d’animo farà un effetto straordinario.
  • Se non hai “l’attacco” non strapparti i capelli, non imprecare. Può darsi ugualmente che le due scene che non si attaccavano, siano due formidabili realizzazioni artistiche che faranno forse il successo del film. […]
  • Sii calmo, cortese, remissivo, riflessivo. […]

– Mario Serenerei (tratto da: Bianco e Nero, 8 Agosto 1941)

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