Film Editor | Assistant Editor

Storia

La macchina da presa (mdp) inquadra il cantiere di una ditta di costruzioni.
Un uomo si avvicina alla sua macchina. Si toglie le scarpe sporche di calcestruzzo ed entra nel veicolo.
Lo accende.
L’automobile, targata “ADIO XSJ”, si muove ed arriva ad un semaforo rosso.
L’uomo mette la freccia a sinistra.
Il semaforo diventa verde.
L’uomo è fermo, con le mani sul volante e lo sguardo assorto.
Un camion dietro di lui suona il clacson.
L’uomo rimane impassibile.
Poi la decisione: l’uomo mette la freccia a destra e cambia direzione.

E’ con queste immagini che inizia Locke. Il film scritto e diretto da Steven Knight è la storia del capo cantiere Ivan Locke che, una volta concluso il turno di lavoro, decide di non tornare a casa per andare in un ospedale a Londra ed assistere alla nascita del bambino di Bethan, donna con cui è andato a letto 7 mesi prima. Durante il viaggio, Ivan fa una serie di chiamate. Chiama Bethan per sapere le condizioni di salute sue e del bambino. Chiama Katrina, sua moglie, per rivelarle il tradimento con Bethan. Chiama Gareth, il suo capo, per dirgli che l’indomani non potrà supervisionare “la più grande colata singola di calcestruzzo mai realizzata in Europa” e che ha incaricato Donal, suo assistente, di controllare tutto. Gareth lo licenzia in tronco. Nonostante questo, Ivan continua a chiamare Donal per dargli le direttive su come gestire le varie fasi della colata.
Alla fine, Ivan riesce ad arrivare nei pressi dell’ospedale, al costo della perdita della moglie e del lavoro.

Personaggi

L’unico attante della pellicola è Ivan Locke, un uomo dalla solida integrità morale: un uomo che non dice “ti amo” alla donna che non ama, un uomo che non si dà malato quando non lo è. Ha fatto una scelta nella sua vita: percorrere sempre la strada più giusta, e non la più comoda.
Locke, nel corso del film, interagisce con le voci di diverse persone ma l’unica importante è quella che non c’è più, quella del suo passato: il padre, l’unico opponente.
Ivan ha dovuto combattere tutta la vita per poter riabilitare il cognome dei Locke che il padre aveva infangato. Per questo non infrange le regole e tutto deve essere perfetto, come i suoi palazzi: il minimo errore, una crepa e crolla tutto. Come sta succedendo con la sua vita.

Tecnica

L’azione del film si svolge in tempo reale, nell’arco di un’ora e mezza, ossia il tempo che impiega Locke per andare da Birmingham a Londra.

Lo spazio scenico è l’automobile, luogo reale e concreto che può essere interpretato come un bozzolo nel quale all’interno c’è Locke con i suoi problemi e la sua solitudine sottolineata dal fatto che le conversazioni con le persone avvengono attraverso un telefono mentre fuori dai finestrini chiusi c’è tutto quello che si può e si deve sistemare.
I sedili della macchina hanno un significato simbolico: quello laterale viene riservato agli elementi appartenenti ed utilizzabili nel presente (come i documenti per il calcestruzzo e il cibo), mentre il dialogo col padre morto (personaggio del passato) è connotato in quello posteriore.

Per quanto concerne l’aspetto tecnico, i punti di vista della mdp sono perlopiù frontali, laterali e obliqui rispetto alla linea dell’orizzonte. Predominano i primi piani, con una scarsissima profondità di campo. Le inquadrature sono sbilanciate e collocano quasi sempre Ivan a sinistra, lasciando ai due terzi del quadro le luci gialle e calde della città, ad indicare smarrimento e impotenza del soggetto.
Pochissime sono le immagini esterne alla macchina (strada, cartelli stradali) e vengono usate per raccordare alcune scene mentre la musica, è poco presente e lascia spazio ai dialoghi, veri motori emozionali del film.

Per quanto riguardo il montaggio, lineare con predominanza di dissolvenze e sovrapposizioni di più scene, ne parla la montatrice Justine Wright, in un’intervista presente nell’edizione blu-ray del film

 

Grazie all’utilizzo sapiente del linguaggio cinematografico, Knight è riuscito a realizzare un’opera estremamente intima e a conferire a Locke quella bellissima umanità che, a giudizio di chi scrive, piace molto osservare in un film.

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